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Forlimpopoli

Le principali attrattive di Forlimpopoli


Stefano Pelloni il passator cortese

Il monumento più importante è sicuramente la Rocca,
eretta dal 1380 al 1400 dalla famiglia Ordelaffi.
È costruita in mattoni e calcestruzzo su pianta rettangolare
con quattro torrioni circolari agli angoli.
Nel centro sorgeva il maschio o torre centrale
quadrata più alta delle angolari, ma venne demolita
ai primi dell'800 per ampliare il cortile interno.
Era circondata da fosse profonde sei metri e larghe
dieci che vennero successivamente riempite,
tranne nel lato sud presso la porta d'ingresso (ora murata),
dove nel 1875 venne costruito il lavatoio pubblico.
Al 1815 risalgono invece le aperture ad arco semicircolare
che si vedono nella cortina meridionale.
La Rocca ospitò alternativamente gli Ordelaffi, i Riario,
gli inviati papali, i Borgia e gli Zampeschi;
tra le sue mura passarono i papi Paolo III (1434)
e Giulio II (1503) ed il duca di Ferrara Alfonso d'Este (1591).
Dal 1976 è sede del municipio.
Al suo interno sono state riportate alla luce le fondamenta
di un'antica basilica del X secolo.
Nell'ala orientale dell'edificio è situato il museo archeologico,
a cui si accede da piazza Fratti.
Qui sono conservati reperti preistorici, romani e medievali,
frutto di scavi effettuati nella cinta urbana
(capitelli, anfore, strumenti litici ed in particolare una lapide
che ricorda Lucius Funisulanus
Vettunianus, curatore della via Aemilia).

La più antica chiesa della città è San Ruffillo,
il cui nucleo paleocristiano e romanico è ancora visibile
sotto il presbiterio ed esternamente nell'abside centrale.
Vicino all'ingresso principale trovano posto due monumenti
sepolcrali del '500 eretti per Brunoro I e II Zampeschi.
Nella zona dell'abside si trova la cattedra marmorea di
San Rufillo, patrono della città, le cui spoglie,
sigillate in una cassa-reliquario, sono nell'attiguo altare maggiore.
All'esterno, sul lato sud, si erge il campanile di stile lombardo,
alla cui base è incastrato un leone marmoreo di età romana.

A poca distanza, nella centrale via Costa, sorge la
chiesa di San Pietro
, costruzione a tre navate esistente
da prima del 1361, ma il cui aspetto attuale è dovuto
a un radicale restauro operato tra il 1822 e il 1837.
Ulteriori lavori nel 1962 hanno messo in luce frammenti
di pilastri cruciformi in cotto di origine romanica,
conservati fino all'altezza dei capitelli.

La costruzione sacra più originale è però la Chiesa dei Servi.
Edificata tra il 1379 e il 1461 e parzialmente rifatta nel 1708,
si configura su pianta centrale con due masse sovrapposte:
una con base ottagonale, interamente ellittica, l'altra posta sopra,
ellittica dentro e fuori, con copertura a cupola all'intradosso
(caratteristico «torrione» che domina sulle case del centro storico).
All'interno si trovano sei grandi nicchie con rispettivi altari,
un organo con portelle dipinte e un arco trionfale che si apre
su un vasto presbiterio con coro absidale intarsiato.
Sono presenti ricchi altari lignei, eleganti arredi e pregevoli dipinti,
tra i quali una pala d'Annunciazione (1533) di Palmezzano.

La storia di Forlimpopoli

Fondata dai Romani nel II sec. a.C., Forum Pop!W
prese il nome da una gens Popilia di cui si ha notizia nel 171 a.C.
Incerta resta la definizione del perimetro urbano raggiunto durante
l'età romana e imperiale, ma pare accertato che l'abitato
si estendesse oltre l'attuale area del centro storico,
a monte della via Emilia. Era dotata di necropoli in
località Melatello, tuttora inesplorata.

Nel IV sec. d.C. divenne sede episcopale,
come dimostra la presenza di San Rufillo,
vescovo di Forlimpopoli, al conciliabolo di Rimini nel 359.

Durante le guerre tra bizantini e longobardi venne messa
a ferro e fuoco dal re longobardo Grimoaldo (661 d.C.),
che ne uccise tutti gli abitanti. Fu poi compresa nella
«donazione» fatta da Pipino il Breve alla Chiesa nel 754;
in seguito passò alterne vicende, dominio ora degli imperatori,
ora dei ghibellini.

Nel 1166 fu saccheggiata e danneggiata dalle truppe
di Barbarossa e successivamente, nel 1360,
di nuovo distrutta a opera dell'Albornoz,
per la fedeltà dei suoi abitanti al ribelle e scomunicato
Francesco Ordelaffi. Gran parte del territorio venne
destinato alla nuova contea di Bertinoro, mentre
Forlimpopoli fu privata del titolo di città e
della sede vescovile.

Nel 1371 non era stata ancora ricostruita, come testimonia
l'Anglic nella sua descrizione della Romagna, ma nel 1380
la famiglia Ordelaffi la riedificò totalmente.
In quegli stessi anni papa Urbano VI
le restituì il privilegio di sede vescovile.

Tra il 1400 e il 1500 conobbe il dominio della Chiesa
e degli Sforza per poi tornare di nuovo sotto gli Ordelaffi
e in seguito sotto i Riario, Cesare Borgia, i Rangoni
e gli Zampeschi. Durante il vicariato di questi ultimi
e specialmente sotto la spinta di Brunoro II,
la città godette anni di relativa tranquillità,
illuminata da pallidi bagliori rinascimentali.

Sul finire del '500 passò sotto il diretto dominio della Chiesa,
patendo un certo ristagno civile e sociale.

Dopo l'avventura napoleonica della Repubblica Cisalpina,
fu partecipe del moti liberali del 1831 ed appoggiò
le insurrezioni del '48, '59 e '66. Gravemente danneggiata
dal passaggio del fronte nell'ottobre del 1944,
nel dopoguerra Forlimpopoli ha lentamente modificato
la sua fisionomia economica, passando dall'attività
agricola a quella terziaria ed industriale.

Tra i suoi figli più illustri va ricordato
Pellegrino Artusi (1820-1911),
autore del famoso ricettario di gastronomia
La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene.
Diede i natali inoltre al generale romano Ordenio Flacco
e al medico Carlo Ghinozzi (1811-1878), successore
del Bufalini alla scuola di perfezionamento di Firenze.
Forlimpopoli ebbe un momento di triste notorietà
per la clamorosa impresa del bandito Stefano Pelloni,
meglio noto come il «Passator cortese»,
che bloccò a teatro i cittadini, spogliandoli di ogni avere.

Dove si trova Forlimpopoli ?

Altezza sul mare: m 30
Distanza da Forlì: km 8
Frazioni di Forlimpopoli:
Borgo, Case Ballarini, Case Campri,
Case Fabbri, Case Laghi, Case Verdoni, Case Zoli,
Casone, Lago, San Leonardo, Sant'Andrea in Rossano,
Selbagnone,Paolucci, Villa Petrucci.

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